In occasione del World Refugee Day, World Vision, in collaborazione con la collettiva di artisti Apartial, ha lanciato il progetto artistico-partecipativo nel campo rifugiati di Bidibidi in Uganda. Guarda il video e scopri la storia del piccolo John, uno dei bambini rifugiati che ha partecipato al progetto
Mezzo milione di bambini sono stati costretti a fuggire dal Sud Sudan, dalla violenza e dalla fame, attraversando il confine con l’Uganda. Molti di loro ora vivono a Bidibidi, il più grande insediamento dei rifugiati al mondo, un posto senza nessun colore e senza alcuna speranza. Insieme alla comunità di artisti Apartial, World Vision ha portato colore e speranza nel campo di Bidibidi.
Il nostro progetto #ABrighterFuture, ha insegnato alcune tecniche di pittura ai bambini rifugiati e, attraverso l'arte, li ha stimolati a esprimersi per superare il trauma del loro vissuto. Il progetto fa parte della campagna di World Vision "It takes a World to End Violence Against Children" per porre fine alla violenza contro i bambini.
"Questi bambini hanno sperimentato troppo dolore e troppa violenza. Molti di loro hanno visto i loro genitori, i loro fratelli e sorelle morire. Alcuni di loro sono sopravvissuti al rapimento. Partecipare a questo progetto dà loro un senso di speranza.", commenta il Coordinatore per la Protezione dei Bambini di World Vision Uganda, James Kamira.
L'artista irlandese Maser ha lavorato direttamente con i giovani rifugiati nel dipingere uno degli Child Friendly Spaces (CFS) di World Vision, trasformando uno degli spazi per bambini, da un semplice edificio in mattoni rossi, in un simbolo colorato di speranza. Gli Spazi a Misura di Bambino di World Vision offrono ai bambini sostegno psicosociale per il superamento del trauma, assicurano istruzione a diversi livelli, garantiscono un posto sicuro per giocare e chiedere aiuto. Abbiamo 26 Child Friendly Spaces nel nord dell’ Uganda che garantiscono sicurezza a 52.000 bambini.
Più di 2.000 persone arrivano ogni giorno in Uganda per fuggire dalla violenza e dalla fame nel Sud Sudan; secondo le stime di World Vision, 100 di loro sono bambini non accompagnati. Qui sono al sicuro dalla guerra, ma vulnerabili a molte altre forme di violenza. Il personale di World Vision sul campo sta evidenziano ad esempio che, i matrimoni precoci stanno aumentando nei campi profughi dell'Uganda, in quanto le ragazze più vulnerabili lo considerano come un mezzo necessario per sopravvivere.
Viola ha solo 16 anni, ha perso i genitori in Sud Sudan e una volta rimasti soli, per provvedere ai suoi fratelli, ha accettato di sposare un uomo più vecchio di lei di vent’anni. Insieme al marito è arrivata in Uganda, dove nel campo profughi di Bidibidi ha partorito sua figlia Mary. Pochi mesi dopo, suo marito ha deciso di tornare in Sud Sudan e inviarle denaro per la bambina, ma da allora non si è più fatto vivo. Da allora, Viola è ancora più sola. Per provvedere alla piccola Mary è costretta a vendere metà delle sue razioni mensili e attendere quindi fino alla distribuzione successiva. Per metà di ogni mese soffre la fame."Mi sento al sicuro qui a Bidibidi, perché non ci sono sparatorie, ma le condizioni sono davvero pesanti, ma la mia più grande paura è che Mary si ammali. Non ho nessuno e non ho soldi, chi mi aiuterà?”
PROTEGGIAMO I BAMBINI DALLA VIOLENZA
Pubblicato il 20 giugno 2017