Sono 153 gli Stati che hanno ratificato il Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, impegnandosi a bandire l’uso dei bambini nei conflitti armati. Tuttavia, il fenomeno sembra drammaticamente in aumento. In Repubblica Centrafricana almeno 6.000 bambini sono coinvolti nei combattimenti, così come in Siria e in Sud Sudan.
È impossibile in realtà fare stime esatte, ma i dati più recenti, anche se approssimativi, sono allarmanti. In tutto il mondo, sono oltre 300.000 i bambini coinvolti in conflitti armati. Vengono sfruttati da eserciti paramilitari e gruppi ribelli. I bambini soldato crescono imparando a violentare, saccheggiare, uccidere: questo gli viene insegnato. Spesso vengono rapiti, o reclutati con l'inganno: questi bambini non servono solo a combattere, sono utilizzati come spie, rilevatori di mine, o anche abusati sessualmente.
L’arruolamento di minori rappresenta una grave violazione dei diritti dei bambini, che vengono privati della loro infanzia e possono subire danni fisici e psicologici irreparabili. La loro salute e la loro vita sono in pericolo. La loro infanzia e il loro futuro vengono sacrificati in nome delle guerre degli adulti.
World Vision è impegnata in campagne contro il reclutamento dei bambini soldato, nei paesi dove questo crimine è più diffuso. Da 70 anni, siamo in prima linea per salvare i bambini dalla violenza, nei luoghi più instabili del mondo.
Aiutaci a fermare questa violenza!
Pubblicato il 15 maggio 2017